Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Per continuare a navigare su questo sito clicca sul link Continua

Prigioniero dei pensieri CopSito

Portare l’arte contemporanea a livelli ulteriori, significa svincolarla dai parametri del contingente per poter attribuire forma e sostanza a concetti che diversamente rimarrebbero confinati alla mera idealità.

Reificare, ossia trasformare in cosa assoggettando alle coordinate del tangibile tutto ciò che non ha corpo, è esclusivo appannaggio della creazione artistica coniugabile a qualsiasi ambito (musicale, pittorico o letterario che sia) attraverso un processo unico, originale e difficilmente ripetibile.

Le risultanze estetiche rilasciate da Antonio Palmisani si possono agevolmente collocare all’interno di questa ridotta e privilegiata cerchia, ancor più se si considera che alla scelta ed alla conseguente disposizione del colore, l’artista di origini pugliesi applica procedimenti esecutorii differenti e distintivi su ogni elaborazione effettuata.

Action painting, drip painting, arte informale, concettuale ed astratta coesistono all’interno della sua linea espressiva, assai articolata sotto il profilo contenutistico, ma pur sempre pervasa da un leitmotiv in grado di condurre l’osservatore all’interno di mondi depurati da ogni riferimento contingente, dove è la forza del colore a ricoprire il ruolo di indiscusso protagonista delle sue scansioni.

È nel gesto, per mezzo del quale dispone le cromie scelte, che Palmisani articola concetti e vere e proprie visioni, tali da catturare sotto gli stilemi della più autentica immediatezza tutto ciò che è afferente all’umana condizione, per il tramite di un alfabeto tonale che tanto nel suo turgore materico, quanto nella sua essenzialità dispositiva, offre continui spunti di riflessione e di immedesimazione.

Atmosfere, sensazioni, aneliti, speranze, propensioni, attese, ricordi emergono e si sustanziano solo ed esclusivamente dando voce alla più autentica manifestazione del colore, da Palmisani inteso alla stregua di uno strumento comunicativo, capace di superare la forma, di trasfigurare la linea e di andare oltre il segno, così come ci si aspetta da chi pratica e vive l’arte nel terzo millennio.

Tel. 348-7373553

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.facebook.com/Antonio Palmisani

  • Fernanda Sacco - Boschetto di Oulx

    Nelle risultanze visive di Fernanda Sacco concorrono e ricorrono i moduli espressivi afferenti dal solco della più accreditata scuola del paesaggismo piemontese, dove, ad una prima osservazione, la rappresentazione degli esterni senza confine delimita il perimetro esecutivo.

    Nel caso delle opere dell’artista torinese, quasi sempre rilasciate con le tecniche dell’olio e dell’acrilico, le definizioni tonali attentamente e soavemente declinate travalicano la componente di un mero esercizio pittorico, per assurgere al ruolo di addendi emotivi, capaci di apportare effetti squisitamente sentimentali alla visione dell’insieme.

    Così la natura e le stagioni, proposte tanto nello splendore del loro rigoglio, quanto nella scarna dismissione degli elementi fulgenti, vengono trasfigurate in metafora del perenne ciclo della vita.

    Non è un caso che, all’interno delle sue aerate vedute, alla figura umana sia attribuito il più delle volte il ruolo di mera comparsa, in scenari decontestualizzati da ogni riferimento temporale.

    I toni variegati, le caleidoscopiche cromie floreali, così come i fasci di luce (a volte netti, talaltre soffusi) elaborati dal suo pennello ricoprono il cruciale ruolo interpretativo della sua arte, dove il dato empirico considerato si sublima in riproposizione lirica di una condizione dello spirito.

    Pur ricorrendo nella scelta della sua articolata campionatura soggettistica a scorci estrapolati dalla realtà (si tratti della sua Torino, dell’amata Liguria, financo alla vivida possanza delle campagne e delle montagne del Piemonte), quest’ultima si reifica nei suoi dipinti così come dovrebbe essere: incontaminata e circonfusa dalla magia che da sempre l’ha caratterizzata nella narrazione di leggende o nella trattazione mitologica.

    Proprio come nelle fiabe, Fernanda Sacco preferisce dare spazio ad un messaggio interpretativo più alto, cesellando con la tavolozza (ora tenue, ora roridamente densa e materica) scansioni dalla spiccata matrice evocativa.

    Appassionata ed attratta dal disegno e dalla pittura fin dalla tenera età, nel corso degli anni ha partecipato a numerose mostre (personali e collettive), con l’ubicazione in permanenza di suoi lavori presso il Museo Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo (CN), la Pinacoteca d’Arte Moderna di Diano Marina (IM) e Valloria Ligure (IM), il paese delle porte dipinte.

    Presente su numerose pubblicazioni che attestano e sanciscono il valore collezionistico della sua arte, Fernanda Sacco ha figurato nel novero dei 50 operatori del colore scelti ed ammessi alla Rassegna Artistica Internazionale “Vette d’Arte” 2017, tenutasi a Sestriere presso Casa Olimpia, la sede espositiva più alta d’Europa, ricevendo una Segnalazione d’Onore per il dipinto “Boschetto di Oulx”, così come il suo “Simba” è stato fra i protagonisti della mostra “Magic Art” (dopo aver superato una rigorosa selezione), la quale ha avuto luogo nel mese di dicembre al Lingotto Fiere di Torino, nell’ambito della V Edizione della Fiera Internazionale del Fumetto XMas Comics 2018.

    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    www.fecebook.com/FernandaSaccoPittrice

  • Orizzonti Contemporanei è un'associazione senza scopo di lucro che ha come finalità la promozione della creatività sotto le sue diverse forme. Sostiene e supporta la cultura intesa come patrimonio umano condiviso e la diffonde attraverso la comunicazione,
    tanto per mezzo della carta stampata, quanto veicolandola tramite la rete.

    Cultura

    Editoria

    Rubriche

    Calendario 2019