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Anastasia Yanchuk "Spirito del deserto"

La forza dell’arte di Anastasia Yanchuk risiede all’interno di un armonico e sapientemente bilanciato equilibrio fra descrizione ed evocazione, fra narrazione ed immaginazione.

Le sue risultanze sono figlie di un lungo, articolato ed approfondito percorso di apprendimento, iniziato in Russia e perfezionato in Italia, paese in cui risiede da diversi anni.

Terminato il corso di pittura e disegno presso l’RGGU (Russian State University), ha successivamente conseguito la Laurea in Design ed Arredamento d’Interni alla International Academy of Business and Management di Mosca.

Ulteriori esperienze maturate nel corso di svariati viaggi per il mondo, sempre con spirito attento ed indagatore, le hanno permesso di procedere nell’apprendimento di numerose tecniche espressive (dalla pittura su ceramica all’acquerello, dall’acrilico al mandala art, dal zentangle alla doodle art) attraverso le quali i soggetti considerati divengono il perno tramite cui veicolare nella sua essenza il concetto del bello, dalla Yanchuk declinato sotto molteplici ed originali componenti interpretative.

Il perfezionamento tecnico perseguito sotto l’egida di Barbara Fantaguzzi ha consentito di portare ad un livello superiore il proprio itinerario inventivo, coniugando in maniera fluente il mondo dei colori con la sua innata caratura cosmopolita.

Ogni opera è figlia di un’attenta e partecipe ricerca nella raffigurazione di quanto da lei maggiormente sentito, a cominciare dalla natura per concentrare più di recente la propria vis ispirativa nei confronti dell’universo femminile a tutte le latitudini del pianeta, evidenziandone le caratteristiche peculiari, ma parimenti non tralasciando nel rigoglio dei dettagli delle forme e nella delicatezza dei colori, di sottolineare la forza generatrice (di vita, di affetti, di amore, di speranze) rilasciata dall’osservazione delle sue figure muliebri.

Gli impianti tonali, giocati con delicate campiture su tele di lino, beneficiano dell’impreziosimento materico di pietre swarovski (vero e proprio signum individuationis della giovane artista), così da imprimere l’addendo dell’eleganza e del lucente fascino a volti che raccontano di mondi lontani e talvolta densi di mistero.

Selezionata con il dipinto “New Nefertiti” all’interno della ristretta cerchia degli artisti ospitati sul Calendario 2020 di Orizzonti Contemporanei – Alhena Editore, Anastasia Yanchuk rimarca e rammenta con il procedere del suo viaggio nel mondo dei colori quanto lo studio, la ricerca, la costanza e l’individuazione di una sentita e partecipata concezione “estetica” siano da ricondurre sempre a ciò che magmaticamente vive chi crea e non allo spasmodico inseguimento di una sterile eclatanza destinata a durare quanto un fuoco di paglia.

  • Prigioniero dei pensieri CopSito

    Portare l’arte contemporanea a livelli ulteriori, significa svincolarla dai parametri del contingente per poter attribuire forma e sostanza a concetti che diversamente rimarrebbero confinati alla mera idealità.

    Reificare, ossia trasformare in cosa assoggettando alle coordinate del tangibile tutto ciò che non ha corpo, è esclusivo appannaggio della creazione artistica coniugabile a qualsiasi ambito (musicale, pittorico o letterario che sia) attraverso un processo unico, originale e difficilmente ripetibile.

    Le risultanze estetiche rilasciate da Antonio Palmisani si possono agevolmente collocare all’interno di questa ridotta e privilegiata cerchia, ancor più se si considera che alla scelta ed alla conseguente disposizione del colore, l’artista di origini pugliesi applica procedimenti esecutorii differenti e distintivi su ogni elaborazione effettuata.

    Action painting, drip painting, arte informale, concettuale ed astratta coesistono all’interno della sua linea espressiva, assai articolata sotto il profilo contenutistico, ma pur sempre pervasa da un leitmotiv in grado di condurre l’osservatore all’interno di mondi depurati da ogni riferimento contingente, dove è la forza del colore a ricoprire il ruolo di indiscusso protagonista delle sue scansioni.

    È nel gesto, per mezzo del quale dispone le cromie scelte, che Palmisani articola concetti e vere e proprie visioni, tali da catturare sotto gli stilemi della più autentica immediatezza tutto ciò che è afferente all’umana condizione, per il tramite di un alfabeto tonale che tanto nel suo turgore materico, quanto nella sua essenzialità dispositiva, offre continui spunti di riflessione e di immedesimazione.

    Atmosfere, sensazioni, aneliti, speranze, propensioni, attese, ricordi emergono e si sustanziano solo ed esclusivamente dando voce alla più autentica manifestazione del colore, da Palmisani inteso alla stregua di uno strumento comunicativo, capace di superare la forma, di trasfigurare la linea e di andare oltre il segno, così come ci si aspetta da chi pratica e vive l’arte nel terzo millennio.

    Tel. 348-7373553

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    www.facebook.com/Antonio Palmisani

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