Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Per continuare a navigare su questo sito clicca sul link Continua

Sylvia Matera

Se si vogliono comprendere appieno gli intendimenti artistici di Sylvia Matera, bisogna risalire alle sue origini, in cui passionalità mediterranea e raffinatezza transalpina coesistono armonicamente.

Nata a Parigi nel 1978 da famiglia italiana, ha conseguito presso la capitale francese il diploma di modellista nell’ambito del design creativo collegato all’abbigliamento.

Fin da bambina ha, nondimeno, collateralmente coltivato ed alimentato in maniera costante un incondizionato amore nei confronti dell’arte, a cominciare dalla conoscenza e dal dominio di tutti gli strumenti esecutori concorrenti alla raffigurazione.

Trasferitasi in Italia nel 2000, ha vissuto a Milano prima e a Domodossola poi, per stabilirsi successivamente a Crevoladossola, il centro dell’Alto Piemonte da cui si dipana la Valle Vigezzo, nota per essere denominata la “Valle dei pittori”, la quale ha avuto nel divisionista Carlo Fornara uno dei più illustri esponenti.

Dotata di una valentia operativa non comune, Sylvia Matera può essere definita un’artista a tutto tondo, sapendo disinvoltamente spaziare dal disegno a matita (con risultanze dalla ben definita carpenteria decorativa) alla pirografia, dai pastelli (la cui resa conduce a sfumature tonali oltremodo delicate) alla pittura su pietra, dall’affresco ai colori acrilici e ad olio.

Se alla tecnica è consegnato il suo modus essendi, è dalla scelta dei soggetti che è possibile individuare la reale caratura artistica della Matera, dove l’amore per le proprie radici (familiari e sentimentali) e per la storia della sua terra (tanto sotto il profilo storico, quanto indugiando entomologicamente sulle rigogliose componenti che ne contrappuntano la natura) dettano la linea della sua ispirazione propositiva.

Nell’ambito del suo alacre processo operativo, alla stessa maniera l’artista riserva non solo una cruciale importanza agli aspetti riguardanti i luoghi dei suoi avi, ma anche all’universo dei cartoni animati, dei fumetti e della cinematografia, con indovinate scelte tecniche in grado di trasfondere fedelmente gli assunti individuati.

Ma è senza dubbio nel ritratto che risiede il punto di forza della giovane pittrice, elaborato da un’innata (e con gli anni raffinata) perizia, con cui non si limita alla precisa riproposizione delle fattezze somatiche del soggetto, ma ne carpisce le attitudini, sapendo cogliere le espressioni maggiormente caratterizzanti, spaziando da personaggi noti del mondo dello spettacolo come Vasco Rossi, Jill Cooper, Max Pezzali, Don Alemanno, Rocco Siffredi, Antonella Clerici, Scarlett Johansson, a quelli appartenenti alla sfera sportiva come Francesco Totti, Alessandro Froilich, Ivan Zaytsev, fino alle persone a lei ancora più vicine (a cominciare dal marito Carmine), dove il ritratto (sia esso eseguito a colori, o procedendo con le risultanze bicrome della matita) viene animato (così come per tutti i suoi lavori) da un’aura magica, capace di infondere al suo iperrealismo un’ammaliante dinamicità.

Diverse le località presso cui con la sua arte ha presenziato: da Trontano a Pettenasco, da Domodossola a Padova, fino a Sestriere, dove con l’opera “I Love Volleyball”, una volta superata una rigida selezione, ha conseguito il 3° Premio nel contest internazionale “Vette d’Arte” 2017, così come nel medesimo anno è risultata vincitrice del 3° Premio nell’ambito della Rassegna Artistica “Essenze d’Arte”, tenutasi presso il Museo delle Essenze di Savigliano (il disegno “Acqua di Colonia” è stato scelto per illustrare la copertina del catalogo che racconta l’intero evento).

In grado di dipingere su qualsiasi superficie, Sylvia Matera figura nel ristrettissimo novero degli artisti scelti per il Calendario 2018 di Orizzonti Contemporanei–Alhena Editore con la tela intitolata “Alfetta GT”, nella quale maestria e padronanza tecnica riconducono la fedeltà delle cromie nell’alveo del segno.

Ultimamente impegnata nell’approntamento di una serie di tavole concorrenti all’illustrazione di una storia fiabesca, è altresì dedita all’insegnamento ed alla trasmissione ai più piccoli di quell’amore per l’arte che è riuscita a fare proprio fin dall’infanzia e che -come ogni artista degno di questo nome- non ha più abbandonato.

  • Enzo Nasillo e Luigi DAmato

    Risultanze contenutistiche dalla natura molteplice si rinvengono ogniqualvolta si abbia la possibilità di osservare le tele di Luigi D’Amato: in esse il dato oggettivo raffigurato diviene lo spunto di messaggi dalla più profonda valenza significativa.

    Se al colore è deputata una sorta di mission percettiva, è al segno che D’Amato, attraverso un analitico procedimento fatto di linee spezzate modulate da fasci di luce, conferisce quella che può essere definita come la precipua caratura stilistica.

    La scomposizione delle forme, figlia di un profondo e mai interrotto lavoro di ricerca rappresentativa, attribuisce ai suoi lavori quel marchio di unicità che ne rendono le opere immediatamente riconoscibili all’interno dell’affollato (e spesso sterile) panorama artistico contemporaneo.

    Animato da un’attitudine filantropica, alimentata da una fertile fantasia inventiva, egli non si preclude alcun tipo di indagine soggettistica, spaziando dalla figura umana al paesaggio, dalla composizione alle scene di genere, rilasciate con un approccio che molto deve alle sue origini, in cui la carica di mediterraneità che le contraddistingue sovrasta l’intero impianto in ogni scansione.

    Le vedute di un mondo agreste oramai scomparso e da molti mai conosciuto, le maschere carnascialesche o quelle del teatro d’opera, gli indelimitabili spazi delle montagne piemontesi così come i romantici tramonti sul Golfo di Salerno, alla stregua degli aforismi visivi centrati sulle umane debolezze divengono elementi portanti di un universo riguardante tutti noi.

    Istituendo un pertinente parallelismo musicale, si tratta di vere e proprie variazioni sul tema, non da intendersi come la riproposizione del medesimo soggetto sotto diversi aspetti, quanto invece come delle declinazioni tonali in cui il colore viene disposto e calibrato in campiture digradanti, artefici di un’atmosfera evocante ed avvolgente al tempo stesso.

    Operante su ogni tipo di superficie (da quelle dalle dimensioni più che imponenti, così come ama disimpegnarsi parimenti nelle miniature), D’Amato può essere definito come un maestro dell’arte a tutto tondo, il quale, seppur prediligendo l’olio e l’acrilico come strumenti della sua più completa comunicazione, non manca di intervenire con caleidoscopiche digressioni nel campo delle installazioni, della manipolazione del gesso, dell’utilizzo della spatola o dell’acquerello.

    La fervida attitudine creativa di cui egli si alimenta da quasi cinquant’anni, non solo lo ha portato ad istituire un avvincente parallelismo fra pittura e poesia (con la scrittura di liriche destinatarie delle opere rilasciate), ma lo ha anche condotto all’istituzione di progetti, gruppi e sodalizi miranti a convogliare il proprio lavoro all’indirizzo di iniziative benefiche, dalla ricerca medica ai diritti umani, dal sostegno alle forze dell’ordine a quello nei confronti delle scuole, e dei più piccoli in particolar modo.

    Insignito di prestigiosi e qualificanti riconoscimenti nel corso del suo lungo ed alacre itinerario espressivo, Luigi D’Amato dimostra come il dono della creatività del quale pochi privilegiati sono destinatari, determini non solo effetti benefici su colui che lo detiene, ma che possa, nel contempo, produrre ricadute virtuose nei confronti di tutti coloro che attorno ad esso gravitano.

     

  • Orizzonti Contemporanei è un'associazione senza scopo di lucro che ha come finalità la promozione della creatività sotto le sue diverse forme. Sostiene e supporta la cultura intesa come patrimonio umano condiviso e la diffonde attraverso la comunicazione,
    tanto per mezzo della carta stampata, quanto veicolandola tramite la rete.

    Cultura

    Editoria

    Rubriche

    Calendario 2018