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Structurae

Sotto la titolazione di Structurae si delinea l’articolato progetto fotografico elaborato dal Collettivo Alchemico.

Frutto di una sinergica ed accrescente concezione artistico-scientifica, la serie dei pannelli ha per soggetto, o meglio, per protagonista, una modella, metafora della manifestazione della vita.

Per quanto di prassi sia arduo dare una definizione didascalica ad un’opera d’arte, all’approccio ottico intessuto con abilità (in virtù dell’audace evidenza degli scuri attraverso un procedimento messo a punto per sottrazione di luce, di dettagli leziosi, di movimento, di espressione), è originalmente accostato quello scientifico, non tanto per gli stilemi tecnico-esecutorî, quanto nella fedele riproduzione e nel corretto posizionamento sul corpo umano delle strutture chimico-molecolari, le quali divengono arte esse stesse.

Ed è proprio nella capacità di contestualizzare un’asettica formula biochimica che risiede la forza propositiva del sodalizio capitanato da Carlo Benzo, Giorgio Chiandussi, Antonio Crisà, Nicola Gallio e Paola Rivolo, il quale eleva e pone in rilievo tutti quegli elementi invisibili, ma vitali, che rendono unico ciascuno di noi.

Rompendo l’assioma secondo cui la fotografia documenta il visibile fermandolo nel tempo, con Structurae il Collettivo Alchemico sublima impersonali concatenazioni di particelle molecolari, facendole assurgere -al pari della modella ritratta- al rango di elemento causale e di discrimine della peculiarità nell’essere umano.

SalisCuoredidiamante

Relazionandosi con le opere di Graziella Salis, si avverte immediatamente come alla semplicità degli impianti espressivi corrisponda una diretta proporzionalità al riguardo della profondità dei messaggi in esse contenuti.

Nell’articolato e caleidoscopico ventaglio delle proposte estetiche rilasciate dall’artista nativa di Arbus (il centro ubicato nel cuore della provincia del Sud Sardegna), si percepisce la pervadente presenza di un fil rouge atto a collegare l’intera gamma delle sue locuzioni pittoriche, frutto di approfonditi studi sulle religioni, sulle forme di vita esistenti al di fuori del nostro pianeta e sulla progressione evolutiva dell’essere umano.

Arte spirituale potrebbe essere definita quella di Graziella Salis, la quale indirizza il proprio focus sulla persona, intesa come la prova dell’esistenza di Dio, risiedendo quest’ultimo in ognuno di noi.

Se le religioni diffuse e strutturate (tanto intese sotto una prospettiva storica, quanto analizzate in una dimensione contemporanea) hanno condotto e tuttora tendono ad indurre l’uomo a concentrarsi su ciò che differenzia, introducendo e radicando continui elementi di separazione, le scansioni iconografiche di Graziella Salis veicolano e pongono in risalto quei messaggi di fratellanza e di unità insiti nella natura umana, quando priva di sovrastrutture.

Parafrasando il filosofo Arthur Schopenahauer, i suoi dipinti lacerano il velo di Maya che rende l’umanità prigioniera di false impressioni ed errate percezioni, così come già Platone sosteneva nel “Mito della caverna” (ossia credere che la realtà sia solo ed esclusivamente composta da ciò che le ombre proiettano sulle pareti della caverna stessa).

Forza cromatica ed intensità dei contenuti contrappuntano l’intera gamma dei lavori della Salis: solo così possono essere letti ed intesi pezzi come “Pioggia di Energia”, “La Fonte”, “Energia Ascensionale”, “Costellazione delle Pleiadi”, “Karma”, “Il Regno Minerale” (concetti e termini da lei scritti sempre con la lettera maiuscola per evidenziarne la precipuità e differenziarli dal nome comune generico), fino a “Cuore di Diamante di Madre Terra Gaia”, dipinto selezionato e premiato a Sestriere nell’ambito del contest internazionale “Vette d’Arte” 2018 e scelto ad emblema dell’arte del presente per il Calendario Artistico 2019 di Orizzonti Contemporanei – Alhena Editore.

Con un afflato coloristico oltremodo diretto, Graziella Salis ha il dono ed il merito, non solo di ricondurre alla spontanea semplicità concetti complessi, ma costella l’intera sua operazione creativa di elementi tendenti alla crescita dello spirito ed all’evoluzione umana, tracciando (o, meglio, disvelando) una strada già esistente, e che sta a noi sapere percorrere.

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