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Il Castello di Miradolo

Nel numero crescente di rassegne, esposizioni e mostre in genere non capita spesso di visitarne una in grado di appagare non solo sotto il profilo emotivo, ma anche contenutistico e concettuale.

“Fausto Melotti – Quando la musica diventa scultura” si colloca all'interno del selezionato novero degli eventi artistici approntati dalla Fondazione Cosso a San Secondo di Pinerolo (TO), la quale, non solo attenziona un operatore della materia che è stato in grado di lasciare il segno nella storia dell’arte, ma ne riscostruisce l’ambiente culturale del tempo, con un “indotto” visivo ed uditivo in grado di far nuovamente vivere l’artista nella sua interezza operativa e parimenti traslare i visitatori in un’altra dimensione.

Pittura, arti plastiche, musica, letteratura, fotografia si sono incontrate ed osmoticamente influenzate nelle sale dell’antico maniero di Miradolo, dove la Fondazione Cosso (che si approssima a festeggiare i dieci anni di attività) ha sperimentato forme espressive sempre nuove, anche con l’ausilio del digitale e delle moderne tecnologie, rimarcando un passaggio di testimone ideale fra passato e presente.

Artista poliedrico –scultore, pittore, ceramista, scrittore, melomane– Fausto Melotti (Rovereto 1901 – Milano 1986) è stato un pioniere e un percorritore di strade inesplorate nell’ambito della visualizzazione artistica del Novecento.

La mostra, curata da Francesco Poli e Paolo Repetto, vuole sottolineare i due principali aspetti della ricerca di Melotti: da una parte i temi connessi alla sua profonda ispirazione musicale, dall’altra quelli con valenze più narrative, mitiche, favolistiche.

Attraverso l’esposizione di oltre 80 opere -dalle ben note sculture in ottone e acciaio, alle raffinatissime ceramiche, fino ai dipinti (prevalentemente tecniche miste su carta, ma anche su pannelli in gesso)- il percorso, che si sviluppa in quattordici storiche sale del castello, illustra il suo iter creativo, impreziosito dai suoi profondi aforismi.

Una sezione centrale, intitolata “Assonanze”, ne vede dialogare le opere con quelle (mai prima esposte al pubblico) di vari grandi artisti, in special modo da quanti ha tratto influssi ispirativi o ha intessuto nell’arco della vita rapporti di amicizia: Fortunato Depero, Arturo Martini, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Paul Klee, Vassili Kandinsky, Joan Miró, Alexander Calder, Lucio Fontana, Gastone Novelli, Osvaldo Licini, Atanasio Soldati, Ezio Gribaudo.

L’installazione sonora (collocata nel solco del progetto artistico “Avant-dernière pensée” ideato e tracciato dal maestro Roberto Galimberti) nasce dalle affinità tra il linguaggio scultoreo di Melotti e la musica, intesa come “occupazione armonica dello spazio”, ed ha come cuore le note e soprattutto i silenzi della rara partitura "44 Harmonies from Apartment House 1776", composta da John Cage nel 1976 e presentata nella versione per quartetto d’archi di Irvine Arditti.

Il visitatore che attraversa le sale del Castello di Miradolo può osservare, inoltre, alcune delle sculture di Melotti divenire protagoniste di un disegno di luci in movimento, grazie ad un’illuminazione esclusiva appositamente concepita e realizzata, la quale si lega a quella teatrale e puntuale delle opere e degli spazi espositivi. La luce segue, nel movimento, le direzioni orizzontali di lettura nel rispetto della costruzione dell’autore, sovrappone le forme reali e materiche con le proprie proiezioni nella dimensione verticale e, insieme, dichiara la transitorietà del tempo sull’opera.

La riflessione sul tempo in mostra, sul tempo dell’esperienza e dell’incontro con l’arte, porta con sé una grande novità: per la prima volta la Fondazione Cosso presenta uno speciale allestimento per i più piccoli, le scuole e le famiglie, dal titolo “Da un metro in giù”. Letteralmente da un metro di altezza in giù, gli spazi espositivi si compongono di pareti tattili e sensoriali, di quadri luminosi, di elaborazioni stilizzate delle opere da completare. I pavimenti si trasformano in scacchiere di narrazioni e in personaggi immaginari; frammenti di suoni o di musica si succedono in esperienze di ascolto nuove e misteriose.                                                                         

Ogni famiglia che entra nelle sale del Castello di Miradolo lascia una traccia del suo passaggio e, richiedendo lo speciale “Gioco dell’arte”, può effettuare la visita in modo creativo. Gli studenti sono ospitati nelle sale, accanto alle opere, e all’interno di spazi appositamente riservati alla formazione, all’interazione con contenuti multimediali e alla realizzazione di manufatti d’arte ispirati all’opera di Melotti.

Alcune creazioni dei bambini e delle famiglie troveranno posto nelle sale, dove racconteranno dell’esperienza vissuta da ciascuno, secondo le proprie inclinazioni, aspettative, visioni.

Una mostra da visitare assolutamente, per scoprire aspetti unici di un artista mai abbastanza conosciuto, ospitato per l’occasione in un luogo magico.

 

Castello di Miradolo

11 novembre 2017 – 11 febbraio 2018

Orari:

Venerdì, ore 14.00/18.30

Sabato, domenica e lunedì, ore 10.00-18.30

Tutti i giorni possibilità di visita su prenotazione.

Costi:

Intero 10 euro

Ridotto gruppi e convenzionati 8 euro

Ridotto 6/14 anni 5 euro

Gratuito bambini fino a 6 anni e Abbonati Musei

Speciali tariffe per le famiglie e per i visitatori del Parco.

  • L'inaugurazione della mostra

    Martedì 11 luglio alle ore 18,00 si è aperta a Torino la kermesse, organizzata dalla Sezione Arti Visive del Cral Regione Piemonte, intitolata “I Mille Volti di Torino”.

    Invitato ad intervenire nel corso dell’inaugurazione, il dott. Enzo Nasillo, critico d’arte, giornalista, editore e Presidente dell’Associazione Culturale Orizzonti Contemporanei, coadiuvato dal prof. Davide Trotta, ha illustrato ai numerosi partecipanti il significato dell’evento e l’importanza della creatività culturale in una città come Torino, sempre più incline a porre in risalto le sue molteplici componenti non necessariamente legate al mondo dell’industria automobilistica.

    Al vernissage sono intervenuti anche Gianfranco Gavinelli, fondatore della Sezione Arti Visive del Cral Regione Piemonte, Stefania Lucà, architetto e responsabile della Sezione Arti Visive Cral Regione Piemonte, Nino Boeti, vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte e Giovanni Maria Ferraris, assessore regionale allo Sport, Polizia Locale, Personale e Organizzazione.

    Ospitata presso la Sala Mostre della Regione Piemonte in piazza Castello, 165, la rassegna accoglie opere di pittura realizzate da Natalia Alemanno, Liliana Averono, Adriana Baldassi, Giorgio Benci, Giulio Benedetti, Luciana Bertaglia, Sergio Bilucaglia, Laura Maria Boldrino, Silvana Bonagura, Anna Borgarelli, Rosanna Campra, Giacomo Campra, Adriano Carpani, Franco Castiglioni, Lidia Cavaglià, Lina Celegato, Adriana Cernei, Margherita Chianura, Gianna Dalla Pia Casa, Bruno De Francesco, Michele De Stefano, Roberto Dellavalle, Clara Dorma, Rosa Donatella Esposito, Michela Fischetti, Giancarlo Gasparin, Gianfranco Gavinelli, Doriana Giustetto, Guglielmo Keller, Anna Virginia Lanfranchini, Stefania Lucà, Donata Magario, Marisa Manis, Clara Mastrangelo, Armida Mazzotti, Laura Mele, Celestina Migliotti, Graziella Miraudo, Rosaria Mustica, Claudia Vittoria Negro, Luisella Pastorino, Marina Pautasso, Gabriella Piazzolla, Nicoletta Pizzetti, Amelia Putignano, Anna Maria Russo, Giulia Santopietro, Doris Scaggion, Mario Scollo, Maria Antonietta Sismondo, Olga Spampinato, Carmela Triglia, Rodolfo Trotta, Giusy Uljanic, Umberto Viapiano, Loredana Zucca, Umberto Zullo.

    La Mostra sarà visitabile fino al 31 luglio con ingresso libero ed orario di apertura al pubblico da lunedì a domenica dalle 10 alle 18.

    L’allestimento è stato curato dalla stessa Sezione Arti Visive nelle persone di Stefania Lucà, Mario Scollo e Giorgio Benci.

    Per informazioni:

    Stefania Lucà, Responsabile Sezione Arti Visive CRAL Regione Piemonte - 011.432.5569 - – www.artivisivecralrp.it

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