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Una scena tratta da "L'attimo fuggente" (1989)

Come passano il tempo? Che rapporto hanno con la scuola ed i genitori? Sono soddisfatti della vita? Queste sono solo alcune della domande a cui il convegno “I ragazzi di Pinerolo si raccontano” ha cercato di dare una risposta.

Lo studio, realizzato dalla Fondazione Emanuela Zancan in collaborazione con il Comune di Pinerolo e le scuole secondarie di primo grado "Filippo Brignone" e "Lidia Poet", è stato presentato a San Secondo di Pinerolo (TO), dove ha sede la Fondazione Cosso.

Poggiante sulla disponibilità di insegnanti e genitori, ma soprattutto coinvolgendo 212 ragazzi, il questionario si è rivelato molto efficace per comprendere il trend comportamentale e le attitudini di coloro che non sono ancora diventati donne e uomini, ma che hanno abbandonato l’universo dei bambini.

"Crescere a Pinerolo" racconta come i giovani passino il loro tempo libero con gli amici, amino fare sport e siano molto spesso "connessi".

La compagnia preferita nel tempo libero sono gli amici. 9 ragazzi su 10 praticano sport: giocano a calcio, pallavolo, basket, tennis, nuotano, vanno in bici. Il 61% lo fa a livello agonistico e si allena tutte le settimane.

Pochi svolgono attività di volontariato: si arriva al 25%, considerando anche chi lo fa qualche volta all'anno. Fra queste mansioni rientra aiutare i nonni o altre persone anziane, pulire i sentieri, donare vestiti, giochi e denaro per le persone che hanno bisogno, fare parte degli scout, o svolgere volontariato in canile.

Leggere è fortunatamente un'attività abbastanza frequente: 1 su 3 lo fa tutti i giorni, soprattutto libri, ma anche giornali, riviste e fumetti.

Sono la generazione dei sempre connessi: quasi tutti i ragazzi hanno una televisione in casa (99%) e 6 su 10 la guardano quotidianamente, in media 1 ora e 50 minuti al giorno. Quasi tutti hanno un computer in casa (97%) e possono utilizzarlo. Più di un quarto usa il computer/tablet ogni giorno (27%), in media circa un'ora e 10 minuti. 3 ragazzi su 4 (76%) possiedono un cellulare/smartphone.

A 12 anni metà dei ragazzi si collega a internet tutti i giorni (55%). Rimangono connessi in media quasi 3 ore al giorno. Nella maggior parte dei casi sono da soli, più raramente usano internet con i genitori, gli amici, i fratelli o altri parenti. Ascoltano musica e chattano con gli amici, giocano ai videogiochi, fanno ricerche per la scuola, guardano film e video musicali, scaricano programmi e giochi, usano social network.

La scuola piace a 6 ragazzi su 10. Per il 13%, invece, la scuola "non piace per niente". Per la maggior parte la scuola è fonte di stress: il 16% si sente “molto” stressato, il 29% "abbastanza", il 42% "poco".

L'istruzione, secondo i ragazzi, è molto importante per trovare lavoro in futuro: 8 su 10 pensano sia "molto importante", il 16% "abbastanza".

A proposito del bullismo 7 ragazzi su 10 dichiarano di aver subito almeno un comportamento prevaricatore negli ultimi 6 mesi. Le forme più frequenti sono di tipo verbale: insulti, offese, prese in giro, bugie e falsità (51%). Più di uno su tre (35%) riferisce di essere stato "escluso o ignorato dal gruppo" almeno una volta in sei mesi. Il 24% è stato infastidito attraverso il cellulare (cyberbullismo). Soltanto una minoranza riferisce di aver subito violenza fisica e di essere stato "colpito, calciato, spinto o rinchiuso" (13%). A subire atti di bullismo sono sia maschi sia femmine, italiani e stranieri. Non ci sono differenze nella proporzione con cui dicono di aver ricevuto prepotenze.

Il 51% dei ragazzi, d'altro canto, ammette di avere compiuto atti di bullismo. Si tratta soprattutto di offese verbali (insulti, offese, bugie e falsità) o relazionali (escludere o ignorare qualcuno dal gruppo).

Per 3 ragazzi su 4 (75%) è "facile/molto facile" parlare con la madre di cose che preoccupano veramente. La relazione con il padre è invece più complicata: per il 42% è "difficile/molto difficile".

Nella maggior parte dei casi, i ragazzi si sentono supportati e protetti dalla famiglia. Vi ricevono il sostegno morale e l'aiuto di cui hanno bisogno (78%), possono contare sulla famiglia quando devono prendere decisioni (78%). L'aspetto più critico è quello del dialogo: il 56% sa di poter parlare dei propri problemi in famiglia, il 29% è incerto e il 15% invece non è d'accordo.

Per ciò che riguarda autostima e benessere, in generale, i ragazzi hanno un buon livello di autostima e fiducia nelle proprie capacità. 9 su 10 pensano di essere in grado di fare le cose bene e di valere almeno quanto gli altri. 8 su 10 inoltre hanno un atteggiamento positivo verso se stessi e complessivamente sono soddisfatti di quello che sono. Viceversa, 2 ragazzi su 10 pensano di essere un vero fallimento. 1 su 3 pensa di non avere molto di cui essere fiero. Più della metà vorrebbero avere maggiore rispetto di se stessi.

È stato chiesto ai ragazzi quanto siano soddisfatti della loro vita. Le risposte sono state positive: il 68% ha espresso giudizi pienamente positivi, il 23% si colloca in una fascia intermedia, mentre l'8% si dichiara infelice.

L’indagine pinerolese si rivela particolarmente indicativa di quelle che sono le attitudini degli adolescenti nel 2015 ed in che misura esse si manifestano, evidenziando i relatori la fondamentale importanza dell’ascolto, atteggiamento di per sé già latitante nella società, ma di cruciale importanza se rivolto a coloro che saranno gli adulti di domani.

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