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L’età aurea della pittura fiamminga ed olandese esposta al Forte di Bard

Il Forte di Bard

Prosegue in crescendo il successo delle iniziative culturali promosse dal Forte di Bard, in Valle d’Aosta. Nel periodo compreso tra il 24 dicembre 2015 e il 6 gennaio 2016 gli ingressi alle aree espositive sono stati ben 19.763, contro i 15.229 dello stesso periodo nell’anno precedente, con una punta di 2.365 biglietti staccati nella sola giornata di domenica 27 dicembre.

In testa alle preferenze del pubblico le grandi mostre, a partire dalla terza edizione di “World Press Photo”. Aperta dal 5 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016, l’esposizione ha conquistato più di diecimila visitatori, migliorando nettamente il già ottimo riscontro del 2014/2015, quando i visitatori furono 6.731. La media giornaliera nel periodo effettivo di apertura (29 giorni) è stato di 346 ingressi.

Altrettanto apprezzata la mostra dei capolavori dell'arte olandese e fiamminga “Golden Age”, che dall'apertura ha già contato oltre settemila visitatori (http://www.orizzonticontemporanei.it/index.php/arte/mostre/65-l-eta-aurea-della-pittura-fiamminga-ed-olandese-esposta-al-forte-di-bard).

Il nuovo anno si preannuncia ricco di sorprese, perseguendo nell'impegno e nella predisposizione di proposte culturali ed espositive di assoluto valore.

Il 10 e l’11 gennaio, inoltre, i “sales agents” di 460 West Broadway, la Società del Canton Ticino che dal 2013 si occupa dell’ideazione, della produzione e della distribuzione mondiale di marchi di abbigliamento e moda, si sono dati appuntamento da tutto il mondo nella cornice del Forte costruito lungo il corso della Dora Baltea.

Tra poche settimane l’offerta espositiva si arricchirà con la nuova edizione di “Wildlife Photographer of the Year”, rassegna che porta al Forte le più belle immagini di fotografia naturalistica premiate nell'omonimo concorso dal Museo di Scienze Naturali di Londra.

Una scena tratta da "L'attimo fuggente" (1989)

Come passano il tempo? Che rapporto hanno con la scuola ed i genitori? Sono soddisfatti della vita? Queste sono solo alcune della domande a cui il convegno “I ragazzi di Pinerolo si raccontano” ha cercato di dare una risposta.

Lo studio, realizzato dalla Fondazione Emanuela Zancan in collaborazione con il Comune di Pinerolo e le scuole secondarie di primo grado "Filippo Brignone" e "Lidia Poet", è stato presentato a San Secondo di Pinerolo (TO), dove ha sede la Fondazione Cosso.

Poggiante sulla disponibilità di insegnanti e genitori, ma soprattutto coinvolgendo 212 ragazzi, il questionario si è rivelato molto efficace per comprendere il trend comportamentale e le attitudini di coloro che non sono ancora diventati donne e uomini, ma che hanno abbandonato l’universo dei bambini.

"Crescere a Pinerolo" racconta come i giovani passino il loro tempo libero con gli amici, amino fare sport e siano molto spesso "connessi".

La compagnia preferita nel tempo libero sono gli amici. 9 ragazzi su 10 praticano sport: giocano a calcio, pallavolo, basket, tennis, nuotano, vanno in bici. Il 61% lo fa a livello agonistico e si allena tutte le settimane.

Pochi svolgono attività di volontariato: si arriva al 25%, considerando anche chi lo fa qualche volta all'anno. Fra queste mansioni rientra aiutare i nonni o altre persone anziane, pulire i sentieri, donare vestiti, giochi e denaro per le persone che hanno bisogno, fare parte degli scout, o svolgere volontariato in canile.

Leggere è fortunatamente un'attività abbastanza frequente: 1 su 3 lo fa tutti i giorni, soprattutto libri, ma anche giornali, riviste e fumetti.

Sono la generazione dei sempre connessi: quasi tutti i ragazzi hanno una televisione in casa (99%) e 6 su 10 la guardano quotidianamente, in media 1 ora e 50 minuti al giorno. Quasi tutti hanno un computer in casa (97%) e possono utilizzarlo. Più di un quarto usa il computer/tablet ogni giorno (27%), in media circa un'ora e 10 minuti. 3 ragazzi su 4 (76%) possiedono un cellulare/smartphone.

A 12 anni metà dei ragazzi si collega a internet tutti i giorni (55%). Rimangono connessi in media quasi 3 ore al giorno. Nella maggior parte dei casi sono da soli, più raramente usano internet con i genitori, gli amici, i fratelli o altri parenti. Ascoltano musica e chattano con gli amici, giocano ai videogiochi, fanno ricerche per la scuola, guardano film e video musicali, scaricano programmi e giochi, usano social network.

La scuola piace a 6 ragazzi su 10. Per il 13%, invece, la scuola "non piace per niente". Per la maggior parte la scuola è fonte di stress: il 16% si sente “molto” stressato, il 29% "abbastanza", il 42% "poco".

L'istruzione, secondo i ragazzi, è molto importante per trovare lavoro in futuro: 8 su 10 pensano sia "molto importante", il 16% "abbastanza".

A proposito del bullismo 7 ragazzi su 10 dichiarano di aver subito almeno un comportamento prevaricatore negli ultimi 6 mesi. Le forme più frequenti sono di tipo verbale: insulti, offese, prese in giro, bugie e falsità (51%). Più di uno su tre (35%) riferisce di essere stato "escluso o ignorato dal gruppo" almeno una volta in sei mesi. Il 24% è stato infastidito attraverso il cellulare (cyberbullismo). Soltanto una minoranza riferisce di aver subito violenza fisica e di essere stato "colpito, calciato, spinto o rinchiuso" (13%). A subire atti di bullismo sono sia maschi sia femmine, italiani e stranieri. Non ci sono differenze nella proporzione con cui dicono di aver ricevuto prepotenze.

Il 51% dei ragazzi, d'altro canto, ammette di avere compiuto atti di bullismo. Si tratta soprattutto di offese verbali (insulti, offese, bugie e falsità) o relazionali (escludere o ignorare qualcuno dal gruppo).

Per 3 ragazzi su 4 (75%) è "facile/molto facile" parlare con la madre di cose che preoccupano veramente. La relazione con il padre è invece più complicata: per il 42% è "difficile/molto difficile".

Nella maggior parte dei casi, i ragazzi si sentono supportati e protetti dalla famiglia. Vi ricevono il sostegno morale e l'aiuto di cui hanno bisogno (78%), possono contare sulla famiglia quando devono prendere decisioni (78%). L'aspetto più critico è quello del dialogo: il 56% sa di poter parlare dei propri problemi in famiglia, il 29% è incerto e il 15% invece non è d'accordo.

Per ciò che riguarda autostima e benessere, in generale, i ragazzi hanno un buon livello di autostima e fiducia nelle proprie capacità. 9 su 10 pensano di essere in grado di fare le cose bene e di valere almeno quanto gli altri. 8 su 10 inoltre hanno un atteggiamento positivo verso se stessi e complessivamente sono soddisfatti di quello che sono. Viceversa, 2 ragazzi su 10 pensano di essere un vero fallimento. 1 su 3 pensa di non avere molto di cui essere fiero. Più della metà vorrebbero avere maggiore rispetto di se stessi.

È stato chiesto ai ragazzi quanto siano soddisfatti della loro vita. Le risposte sono state positive: il 68% ha espresso giudizi pienamente positivi, il 23% si colloca in una fascia intermedia, mentre l'8% si dichiara infelice.

L’indagine pinerolese si rivela particolarmente indicativa di quelle che sono le attitudini degli adolescenti nel 2015 ed in che misura esse si manifestano, evidenziando i relatori la fondamentale importanza dell’ascolto, atteggiamento di per sé già latitante nella società, ma di cruciale importanza se rivolto a coloro che saranno gli adulti di domani.

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