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"Il Milione" al Teatro Astra

Esordio "col botto” in tutti i sensi per la pochade “Il Milione” nel giorno di Santo Stefano presso il Teatro Astra di Torino. Infatti insieme al colpo fragoroso che chiude lo spumeggiante spettacolo comico si è anche registrato il tutto esaurito in una data in cui di solito la propensione ad uscire è molto bassa per via delle festività natalizie.

Liberamente tratto da “Il Milione” dei francesi Georges Berr e Marcel Guillemaud rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1910, l’adattamento proposto da Nicola Fano e Claudio Insegno poggia sulla traduzione di Maria Alberta Navello e su un cast che, oltre allo stesso Insegno (nella duplice veste di regista e di attore), annovera Andrea Beltramo, Carlotta Iossetti, Daniela De Pellegrin, Ettore Lalli, Fabrizio Martorelli, Alessandro Meringolo, Guido Ruffa e Carlotta Viscovo.

Colpi di scena, battute spumeggianti, peripezie infinite, dialoghi serrati al limite del paradosso sono gli ingredienti di questa avventura ambientata nella Parigi degli anni Venti, supportata da una scenografia “girevole” in grado di spostare con rapidità l’ambientazione degli avvenimenti dalle soffitte bohémienne ai camerini dell’Opéra, dai sobborghi della malavita ai commissariati di polizia.

Lo spettacolo, facente parte della stagione TPE (Teatro Piemonte Europa) 2015-2016, viene proposto tutti i giorni della settimana (ad eccezione di lunedì e del riposo del 1 gennaio) fino al 10 gennaio.

Per maggiori informazioni www.fondazionetpe.it

 

Maria Alberta Navello interpreta Masha

Lusinghieri riscontri per il dramma di Anton Cechov “Tre sorelle”, prodotto dalla Fondazione TPE (Teatro Piemonte Europa).

Una prima assoluta per quello che dal 2015 può fregiarsi della denominazione di “Teatro di Rilevante Interesse Culturale”, con dieci date al Teatro Astra di Torino dal 27 ottobre all’8 novembre sotto la direzione di Emiliano Bronzino, che, dopo il successo di “Zio Vanja”, ospitato nel calendario della precedente Stagione TPE, torna a proporre lo scrittore russo in una delle sue pièce più apprezzate.

Il cast, composto da Alberto Onofrietti, Marcella Favilla, Fiorenza Pieri, Maria Alberta Navello, Maria Laura Palmieri, Stefano Moretti, Orlando Cinque, Riccardo Ripani, Alessandro Meringolo, Graziano Piazza, Vincenzo Paterna, Riccardo De Leo, Gisella Bein, si impone con personaggi cesellati a tutto tondo, i quali si muovono all’interno, ma sarebbe più corretto dire sopra, una scenografia capace di non definire con stringente limitatezza i confini spazio-temporali, lasciando che siano i dialoghi a svelare l’inesorabile procedere del tempo con le aspettative, le ambizioni, gli aneliti dei protagonisti che vanno riposizionandosi col trascorrere dello stesso.

È questo l’oggetto del contendere dell’opera cechoviana, in bilico fra un passato fuggito via troppo rapidamente, un presente contrassegnato da affanni, da incomprensioni e sotterfugi, ed infine un futuro che non si palesa mai come le donne e gli uomini avrebbero immaginato.

L’attualità del microcosmo teatrale messo a punto dallo scrittore russo nel dramma in quattro atti rilasciato nel 1900 (e che la performance targata TPE ha saputo catturare) risiede proprio nel sapere porgere allo spettatore diverse chiavi interpretative, leggibili su più piani, relativamente agli eventi che si susseguono, alla cui mercé i protagonisti sono consegnati.

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