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Luisa Andriano

“Volteggiando tra realtà e fantasia” segna il ritorno, a distanza di vent’anni, di Luisa Andriano sulla scena editoriale.

Al tempo stesso articolata e semplice, con 57 poesie e 5 brevi racconti la pubblicazione accoglie e raccoglie quello che è l’afflato lirico di una donna romanticamente propensa a porre in risalto le componenti gratificanti dell’esistenza a discapito delle incombenti brutture che troppo spesso sembrano avere la meglio nella contemporaneità.

Quella dell’artista torinese è un’operazione creativa che tende a riposizionare nella giusta luce, servendosi di un linguaggio nitido ed immediato, quanto in natura esiste già, ma che troppo spesso, per disattenzione, per carenza di sensibilità, o per trascuratezza viene sempre più dimenticato.

Il volume stabilisce così un parallelismo fra quanto Luisa Andriano scrittrice esprime con la penna e ciò che la stessa da molti anni veicola con il colore, dando non solo vita, ma al tempo stesso forza ed incisività, a microcosmi fatti di piccole gioie, di mai sopite speranze, di costruttivi propositi, ma anche di dolore, di stigmatizzazione verso le umane nequizie, di rimpianti, da lei sempre considerati come aspetti negativi necessitanti di una trasformazione in positivo.

I suoi versi e la sua prosa conducono il lettore ad addentrarsi in una condizione dell’esistenza paradigmatica, fatta di aspirazioni che si scontrano con la vita di tutti i giorni, di sogni che si trovano a confliggere con le avversità della sorte, di speranze mai domate dalle complicazioni che quotidianamente sopraggiungono, sempre in bilico “Tra realtà e fantasia”.

Roberto Guglielmino

Se ogni artista è figlio del suo tempo, Roberto Guglielmino dimostra di essere un interprete acuto, e talvolta arguto, di quello in cui è stato chiamato a vivere.

Infatti, nei suoi intendimenti esecutori si assommano per poi scomporsi elementi ascrivibili al mondo della scienza, così come aspetti della mente umana, traslati sulla tela per il tramite di un linguaggio segnico-tonale che ha nelle sue corde le tensioni espressive delle grandi correnti che hanno rivoluzionato nel corso del XX secolo il mondo dell’arte e della pittura in particolare.

Dipingere per l’artista piemontese diviene quindi sinonimo di dialogo, un dialogo che ormai da diversi anni egli intesse con la società contemporanea nel suo insieme, ma ancora prima con se stesso.

Comprendersi per cercare di capire quelle che sono le pulsioni, le nevrosi, gli aneliti, le paure, le aspirazioni, i sogni o le speranze che contraddistinguono il consesso umano odierno, complesso ed articolato come mai prima: in ciò risiede l’essenza di ogni dipinto di Guglielmino.

Avendo scelto (da figlio del suo tempo) di ricorrere ai parametri tipici dell’informale per dare vita alle proprie visioni, Guglielmino attribuisce alla scelta cromatica il compito di sublimare stati d’animo e sensazioni, la cui configurabilità risulterebbe altrimenti ardua.

Ne deriva, quindi, l’intelligibilità di opere come “Psiche”, “Oro, felicità…inferno” (nelle sue diverse declinazioni), “Gravità”, “Labirinto psicologico”, “La sfida”, “La forza del silenzio”, “Raggiungere l’anima”, capaci di segnalare, di stigmatizzare, di inventare, di descrivere, di evocare, di ricordare, di interpretare da un’angolazione personalissima ed originale componenti interessanti e riguardanti l’intera comunità, le quali travalicano ogni sorta di incasellamento spaziotemporale ed ancora meno correntizio.

L’immaginifico sincretismo che ne deriva si conferma come una sorta di codice interpretativo dell’espressione pura, in grado di individuare per il tramite di una vigile, ragionata ed attenta disposizione coloristica tutto ciò che gravita all’interno del raggio percettivo ed emotivo del suo artefice.

Empirismo e psicologia coabitano nelle scansioni di Roberto Guglielmino, il quale rielabora digressioni fantastiche o fantasiose reinterpretazioni di ciò che attiene alla sfera umana, trasformando la sua arte in visioni di tutto ciò che l’uomo del XXI secolo non riesce a percepire o non vuole recepire.

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