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LiaCopertina

All’interno del panorama editoriale, nell’ambito della narrativa, merita debita attenzione “Dentro di…”, opera prima di Vincenzo Lia.

Il volume racconta una vicenda, anzi più di una, la quale si dipana lungo le coordinate del presente.

Con uno stile lessicalmente fluente, ma al tempo stesso puntuale e rigoroso, l’autore tratteggia lo svolgersi della vita dei protagonisti attraverso il lasso temporale di poco meno di un anno.

Ciò che primariamente si manifesta accattivante per il lettore sono le situazioni, tanto quelle pratiche inerenti la quotidianità, quanto gli aspetti forti e profondi, quasi unici, e di conseguenza umanamente travolgenti.

Dal mondo della palestra al consolidarsi di nuove amicizie in età non più adolescenziale, dal rapporto con i familiari a quello con gli animali domestici, dallo sbocciare di un amore inaspettato al dovere fare i conti con il passato, chiunque può trovare la propria componente di immedesimazione.

Se sotto certi profili il taglio della storia può portare alla memoria in ambito letterario le opere di Liala o di Lalla Romano, la delicata forza di questa vicenda e dei personaggi che la animano risiede proprio nella prospettiva maschile con cui il libro ha preso vita.

Calato nella contemporaneità del nostro presente, ambientato in una città mai nominata ma che molto ricorda Torino, l’incontro dei protagonisti è contrappuntato dall’agire parallelo di coloro che gravitano attorno alla loro sfera esistenziale, dai colleghi agli amici, fino alla famiglia.

È soprattutto nelle interazioni accadenti nell’ambito di quest’ultima che Vincenzo Lia, rivelando una particolare perspicacia, riesce ad infondere la forza maggiore, attento a non cadere negli stereotipi e preferendo portare in rilievo come i rapporti parentali siano destinati a trasformarsi con lo scorrere del tempo, l’avanzare dell’età ed i mutamenti umani che gli accadimenti della vita provocano.

L’esistenza come alter ego dell’assenza, la scoperta dell’amore inaspettato come ricompensa delle delusioni pregresse conferiscono al romanzo una struttura contenutistica dicotomica la quale, con il progredire nella lettura delle sue pagine e la dimestichezza che il lettore instaura con i protagonisti, determina un crescendo che conduce in maniera via via più rapida e coinvolgente a voler conoscere come la storia si concluderà.

Domiziano Pontone - In incantate terre deserte

Dopo l’esordio editoriale avvenuto nel 2015 con “L’educazione cinematografica”, Domiziano Pontone abbandona temporaneamente la saggistica ed il suo viscerale amore nei confronti della settima musa per concentrare il proprio focus argomentativo in direzione di un altro campo a lui ben noto, quello del viaggio e della sempre desta attenzione nei riguardi di ogni Stato del globo da lui visitato.

L’opera poggia su una ben delineata struttura narrativa, la quale si dipana attraverso 42 storie indipendenti, ambientate in 42 diverse nazioni, quelle ad oggi personalmente conosciute dall’autore, vuoi per ragioni lavorative, vuoi per trascorrere le vacanze.

Ogni racconto rappresenta un affresco a sé, introducendo il lettore in medias res, con degli incipit che a volte riportano alla memoria gli impianti lessicali di Cesare Pavese di “Paesi tuoi” o di “La casa in collina”, sviluppando una struttura narrativa efficace, arricchita da pertinenti riferimenti sui luoghi in questione.

Uniformità nella diversità: infatti se per un verso tutti i 42 racconti occupano, nel dipanarsi della vicenda, la tassativa lunghezza di 8 pagine, per un altro l’insieme dei protagonisti rappresentano un vero e proprio campionario dell’umanità contemporanea, dove ogni individuo cela i propri segreti, riscopre ricordi sopiti dallo scorrere del tempo, si trova dinanzi a situazioni che non avrebbe mai immaginato di vivere, si vede posto dinanzi a scelte che non danno spazio al compromesso, e così via.

Il tutto tassativamente contrassegnato da un colpo di scena alla fine di ogni storia, cosa che porta quasi sempre al sovvertimento dell’idea che il lettore si fa nel corso delle pagine precedenti.

Un libro che può essere centellinato nell’assaporamento di una novella al giorno (come una sorta di moderno Decamerone), così come letto tutto d’un fiato, viaggiando con la fantasia ed attraversando i fusi orari del pianeta senza muoversi da casa.

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