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Il frontespizio della pubblicazione (part.)

Concomitantemente al Festival della Filosofia tenutosi a Modena, è stato presentato presso la Sala del Fuoco del Palazzo Comunale del capoluogo emiliano il volume “Io qui sottoscritto – Testamenti di grandi Italiani”.

Auspice il Consiglio Nazionale del Notariato e la Fondazione Italiana del Notariato, l'opera ha portato alla luce le ultime volontà di figure illustri consegnate alla storia, grazie ad un meticoloso lavoro di ricerca svolto presso gli Archivi di Stato, gli Archivi Notarili, le Biblioteche e le Fondazioni delle città a cui tali personalità sono state legate.

I 28 testamenti presi in esame sono preceduti da una succinta biografia dal taglio esaustivo e divulgativo nel contempo. Fra le pagine finali trovano spazio quattro profili tutti modenesi: si tratta di Vincenzo Borelli, Angelo Fortunato Formiggini, Enzo Ferrari ed Odoardo Focherini.

Il libro, quindi, consente di scoprire le vite e le disposizioni testamentarie di personalità di indiscusso rilievo, rendendo noto ai lettori come anche i grandi fossero avvinti dagli affanni terreni e si peritassero di dare un ordine alle loro cose una volta avvenuto il trapasso, chi dando un taglio più materiale (come si evince dai casi del parsimonioso Enrico De Nicola, del preciso Alessandro Manzoni o del previdente Giovanni Agnelli), chi premurandosi maggiormente degli aspetti spirituali (e fra essi rientrano Giovanni XXIII e Paolo VI, oltre ad Alcide De Gasperi e Giorgio Ambrosoli), chi ancora pensando solo alla conservazione ed al mantenimento nel tempo del proprio passaggio sulla terra, come fatto da Gabriele D’Annunzio con l’istituzione della Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”.

"L'educazione cinematografica"

Fra le nuove proposte letterarie che affollano il campo editoriale, un posto di rilievo va assegnato a “L’educazione cinematografica” di Domiziano Pontone.

Uscita nel mese di luglio, l’opera non ha la pretesa di voler essere il classico vademecum per addetti ai lavori o cinefili in genere, quanto la summa, il distillato di ciò che il suo autore ha saputo estrapolare e metodologicamente sistematizzare dopo anni di visioni di film (siamo nell’ordine di migliaia), lo studio di numerosi saggi di cinematografia e diversi viaggi presso le location di svariate pellicole.

Il taglio analitico e divulgativo che contrassegna il libro permette di osservare, o meglio ammirare, l’intero mondo della celluloide come un prisma dalle numerose facce (alcune tanto affascinanti quanto poco esplorate), capace di mostrare chiavi interpretative a seconda del lato da cui lo si guarda.

Approcciata con la giusta attitudine, la settima arte è in grado non solo di offrire allo spettatore momenti di puro intrattenimento, ma anche un vero e proprio arricchimento culturale delectando docendo, e soprattutto –se si è potuto fruire di una corretta “Educazione cinematografica”– consente di evitare lo spreco davanti allo schermo (grande o piccolo che sia) della risorsa più preziosa di cui una persona possa disporre, ossia il tempo.

 

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